STATO DELL’ARTE DEI SENSORI

 

Di seguito vengono descritti i più diffusi tipi di sensori utilizzati per la rivelazione di gas. Un’opportuna elettronica di controllo permette la realizzazione di rivelatori di gas.

Occorre notare che generalmente non è possibile determinare la concentrazione di singoli gas combustibili componenti una miscela con i tipi di sensori qui descritti e utilizzati in campo domestico, terziario e industriale. In generale questi sensori rispondono con maggiore o minore sensibilità a più d'uno dei componenti della miscela e vengono influenzati dalla composizione e dalle condizioni fisico-chimiche della miscela stessa.

 

Sensori a combustione catalitica

Il principio di funzionamento di un sensore a combustione catalitica si basa sull'ossidazione del gas combustibile a contatto con una superficie ricoperta da un composto catalizzatore e riscaldata elettricamente.

 

(by E2V)

 

L’ossidazione provoca un aumento di temperatura dell'elemento sensibile (pellistore), in genere costituito da un resistore o dallo stesso elemento riscaldante, in funzione della concentrazione del gas rilevato. La conseguente variazione di resistenza dell'elemento sensibile può essere determinata e l'elettronica di controllo tarata per fornire misure di concentrazione o allarmi.

 

(by E2V)

 

Un secondo elemento sensibile, posto in genere in serie al primo in un contenitore separato, non riscaldato e privo di catalizzatore, è inserito in un ponte di Wheatstone per compensare la misura in funzione delle variazioni della temperatura dell'ambiente.

Altri parametri ambientali come l’umidità e la pressione influenzano ambedue i pellistori, e quindi gli squilibri sul ponte risultano limitati ma comunque non trascurabili.

 

Per il corretto funzionamento del sensore catalitico è necessario che l'ossigeno sia presente nella miscela in concentrazione non inferiore al 5% – 10% volume, altrimenti non è assicurata la reazione di ossidazione che determina il meccanismo di rivelazione.

 

by E2V - sensore EEx d

Tale limitazione rende il sensore adatto a rivelare miscele con concentrazione del gas combustibile al di sotto del LIE (Livello Inferiore di Esplosività). Se il pellistore viene esposto a concentrazioni di gas superiori al LIE per qualche minuto può danneggiarsi perdendo sensibilità.

 

Il sensore è per sua natura esposto al fenomeno dell'avvelenamento del catalizzatore da composti a base di silicone, piombo, zolfo e fosforo.

Tale fenomeno, che riduce fortemente la sensibilità del sensore, può essere e attenuato con l'applicazione di filtri a carbone attivo.

 

 


 

 

Sensori a semiconduttore

Il funzionamento di un sensore a semiconduttore è determinato dalla variazione di conducibilità di un elemento semiconduttore (SnO2), provocata dall'assorbimento chimico dei gas a contatto con la superficie porosa del semiconduttore riscaldata elettricamente a una prestabilita temperatura.

Elemento sensibile riscaldato a circa 400°C – by Figaro

 

La temperatura dell'elemento sensibile (a seconda del tipo di gas da rivelare compresa tra 100 e 450 °C) è un parametro determinante per la sensibilità/selettività.

In aria pura le molecole d'ossigeno dell'aria a contatto con la superficie di SnO2 vengono fissate al reticolo come ioni negativi,(02) intrappolando cariche maggioritarie (2e-), elettroni, responsabili della conducibilità del semiconduttore. Poiché la densità degli elettroni liberi decresce, la resistenza del semiconduttore cresce fino a raggiungere un valore d'equilibrio dipendente dalla temperatura e dagli elementi utilizzati nel drogaggio del SnO2.

In aria contenente gas combustibile l'ossigeno intrappolato dal semiconduttore, abbandona il reticolo per combinarsi come 02 neutro, in reazione di ossidazione, con il gas presente nell'aria e così facendo rilascia liberi nel semiconduttore gli elettroni che prima aveva legato nello stato di ione. Ne deriva un incremento di cariche libere nel semiconduttore e conseguentemente una diminuzione di resistenza. Al ritorno delle condizioni di aria pura il semiconduttore risulta completamente ripristinato, raggiungendo di nuovo la condizione d'equilibrio dinamico tra cariche libere e ioni ossigeno assorbiti come ossigeno neutro dall'aria.

by Figaro

Per sua natura il sensore a semiconduttore presenta una notevole sensibilità anche a gas non combustibili come il vapore acqueo e di ciò va tenuto il debito conto con opportune compensazioni della misura.

Il grado di sensibilità a gas diversi è ottenuto sia prestabilendo la temperatura del sensore in campo, sia in fase di produzione, legando al reticolo del semiconduttore puro specifici elementi droganti. Questa tecnica flessibile e di ampie possibilità ha consentito un notevole sviluppo di materiali diversi con crescente aumento della selettività dei sensori a semiconduttore.

 

Secondo analisi di deriva a lungo termine pubblicate da alcuni costruttori e ricercatori il sensore raggiunge il fine-vita con un progressivo aumento della sensibilità.

Questa è una caratteristica a sicurezza intrinseca molto importante per l'utilizzo del sensore in un apparecchio impiegato nel settore domestico dove le tarature periodiche non possono essere effettuate.

La temperatura gioca un ruolo determinante sia sulla selettività sia sulla conducibilità (e quindi sensibilità) del semiconduttore, perciò i sensori a semiconduttore sono fortemente influenzati dalle variazioni di temperatura e di ciò va tenuto il dovuto conto con opportune compensazioni

Alcuni sensori moderni hanno una propria sensibilità ottima per determinati gas a temperature del semiconduttore vicine a quelle ambientali (100 'C): in tali casi il costruttore impone un funzionamento ciclico con periodi di campionamento del gas da rivelare alla temperatura di massima sensibilità seguiti da periodi di "lavaggio" ad alta temperatura in modo da liberare la superficie assorbente da gas e vapori che possono nidíficarvisi a temperature d'ambiente, disturbando la funzione di rilevamento.


Sensori elettrochimici

Il funzionamento di un sensore elettrochimico è determinato dalla variazione dei parametri elettrici di due elettrodi immersi in una soluzione elettrolita.

by City Technology

Tale variazione è causata dalle reazioni di ossídoriduzione del gas a contatto con la superficie degli elettrodi. Gli elettrodi e l'elettrolita sono posti in membrane semimpermeabili. Per ottenere elevate precisioni e risoluzioni i sensori elettrochimici sono in genere dotati di tre elettrodi (Reference, Sensing, Counter).

Questo tipo di sensore è molto diffuso per rivelare i gas tossici. Si possono misurare concentrazioni di idrogeno ed ossido di carbonio in concentrazioni inferiori al LIE e dell’ossigeno fino al 100% del volume.

 

by Figaro sensors

I sensori elettrochimici hanno un consumo di energia molto basso ma reagiscono con il gas da rilevare e la conseguente trasformazione/consumo di materiale degli elettrodi si traduce in una variazione di sensibilità che richiede frequenti interventi di ritaratura.

Il tempo di risposta può essere lungo per concentrazioni basse, data la lentezza della reazione chimica.

Temperature inferiori a -15 'C inibiscono l'azione dell'elettrolita.

La bassa temperatura e l’umidità possono ridurre la sensibilità del sensore.

Allo stato attuale non sono stati impiegati come rivelatori di gas per l'ambiente domestico, ma solo per quello industriale. Il progressivo consumo del materiale sensibile, infatti, ne impedisce l'impiego laddove non sono possibili ritarature in loco o ricondizionamenti del rivelatore.

La vita media di un sensore elettrochimico è di circa due anni.

 

Sensori a conducibilità termica

Il loro principio di funzionamento è basato sulla trasmissione di calore tra un elemento sensibile riscaldato elettricamente ed il gas da rivelare, che deve avere un flusso di velocità costante oppure essere convenientemente fatto entrare in una camera di diffusione che renda la trasmissione di calore indipendente dalla velocità del flusso di gas. La risultante variazione di resistenza dell'elemento sensibile, conseguente alla variazione di temperatura, consente misure concentrazioni di gas fino al 100% volume, senza necessità di presenza di ossigeno poiché tale gas non partecipa al meccanismo di rilevamento.

Il sensore è adatto a misurare concentrazioni di gas anche non combustibile con conduttività di calore diversa o molto diversa da quella dell'aria e non può essere impiegato per rilevare singoli gas presenti in una miscela.

Non è impiegato per rivelare concentrazioni inferiori al LIE eccetto che per alcuni gas come l'idrogeno per il quale mostra una particolare sensibilità.

Un apparato di misura deve assicurare velocità e temperatura del flusso di gas costanti e assenza di vapori contaminanti (anche il vapor acqueo) che potrebbero influenzarne negativamente la sensibilità.

Il sensore è in grado di rivelare alte concentrazioni di gas con misure non dipendenti dalla concentrazione di ossigeno nel flusso di gas.

Non può essere utilizzato nei rivelatori di tipo domestico, che richiedono soglie di intervento inferiori al LIE e condizioni di aerazione dell'ambiente di grande variabilità.


Sensori a raggi infrarossi

Diversi gas infiammabili e tossici hanno delle bande di assorbimento della luce alla frequenza dell’infrarosso. Sfruttando tale caratteristica si sono realizzati sensori che consentono misure con minor dipendenza ambientale (temperatura e umidità) rispetto ai sensori catalitici. Inoltre si ottiene un’ottima selettività e la non “avvelenabilità” del sensore.

Il principio di funzionamento di un sensore a raggi infrarossi è basato sull'assorbimento di energia nello spettro infrarosso da parte del gas analizzato e sulla conseguente variazione di energia assorbita da un ricevitore di raggi infrarossi scelto per una specifica banda di lunghezze d'onda.

 

 

By City Tech

A tale banda corrisponde un ben specifico gas cui il sensore risulta maggiormente sensibile. Dunque il sensore a raggi infrarossi è per sua natura selettivo.

Il rivelatore può assumere varie forme e può essere classificato come:

- rivelatore puntuale quando il sensore (emettitore + ricevitore) è posto in una camera di campionamento per diffusione;

- rivelatore per spazio aperto quando il ricevitore di infrarossi è posto all'aperto "in vista" dell'emettitore, ad un certa distanza da esso.

 

 

Il rivelatore per spazio aperto è intrinsecamente inadatto a distinguere tra alte concentrazioni su piccole distanze e basse concentrazioni su grandi distanze e come tale viene utilizzato solo per rilevare la "presenza" di un determinato gas in una certa area, quando è richiesta ampia copertura, senza necessità di misurarne la concentrazione. ' Per tale caratteristica, se viene impiegato in sistemi di sicurezza, va integrato con altri rivelatori.

Presenza di vapor acqueo e variazioni della temperatura influiscono fortemente sulle misure e di ciò va tenuto conto con oppor-tune compensazioni o condizionamenti del campione di gas.

I sensori a infrarossi possono rivelare concentrazioni fino al 100% volume senza saturazione della misura. Non soffrono di forme di avvelenamento, sono molto stabili per lunghi periodi, hanno risposta immediata e si possono facilmente provare in campo per mezzo di filtri ottici.

Possono essere dotati di autodiagnostica ed autoricalibrazione in funzione della pulizia dei mezzi ottici.

Non possono rivelare l'idrogeno.

Per misure di CO2 il sensore all’infrarosso è una scelta obbligata.

 


Sensori a ionizzazione di fiamma

Il principio di funzionamento dei sensori a ionizzazione di fiamma si basa sulla capacità di una fiamma di idrogeno di ionizzare gli idrocarburi. Il gas da analizzare viene fatto entrare in una camera in cui è mantenuta una fiamma di idrogeno opportunamente separata dall'ambiente. La nube ionica dei prodotti della combustione viene trasformata in corrente tra due elettrodi mantenuta ad una prestabilita differenza di potenziale: l'intensítà di corrente risulta proporzionale alla, concentrazione di gas/vapore organico presente nella camera.

Il rivelatore è estremamente sensibile, adatto a rivelare con buona rípetitività concentrazioni di gas organici da pochi ppm fino al LIE. E’ resistente all'avvelenamento ed ha risposta rapida.

E intrinsecamente non selettivo e non può rivelare gas inorganici come CO e H2-

Deve sempre essere dotato di un separatore di fiamma che tende facilmente a sporcarsi ed a far variare le condizioni del gas nella camera di analisi.

 

 

Considerazioni finali

Da quanto esposto risulta che nessuno dei sensori è selettivo in senso proprio, cioè in grado di rivelare con precisione la concentrazione di un determinato gas in una miscela non a priori nota. Solo il sensore a raggi infrarossi ha forte sensibilità per ristretti gruppi di gas e quindi un certo grado di selettività.

 

La tecnologia dei sensori a semiconduttore consente di regolare il drogaggio del materiale sensibile per conferire minore grado di interferenza a gas che possono disturbare la misura come vapori di alcool, acido cloridrico e ammoniaca. Il sensore è compatto, non richiede manutenzioni per lunghi periodi di tempo (5 anni), ha caratteristica di fine-vita sicuro ed ha costo accessibile. Tuttavia le caratteristiche non lineari di tali sensori e la forte influenza dei parametri ambientali (pressione, temperatura, umidità) li rende, in generale, idonei all’utilizzo domestico.

 

Si noti che aumentare la copertura di un sistema di rivelazione gas con più sensori installati in ambiente è molto importante, poiché il gas diffonde nell'ambiente in modo non uniforme, formando nubi stratificate, cilindriche o sferiche di differenti concentrazioni (sopra e sotto il LIE) che richiedono l'impiego di più sensori dislocati nell’area da proteggere.